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venerdì 26 febbraio 2021

Recensione: GODS & MONSTERS di SAFFRON A. KENT

 

Salve readers, oggi Sabrina ci parlerà nella sua RECENSIONE di un romanzo molto particolare. Un Foridden Romance che sicuramente farà molto discutere. GODS & MONSTERS è uno stand alone edito da Hope Edizioni e scritto da un'autrice esordiente in Italia Saffron A. Kent.

TITOLO: GODS & MONSTERS   

TITOLO ORIGINALE: 
GODS & MONSTERS

AUTRICE: SAFFRON A. KENT

EDITORE: HOPE EDIZIONI

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

DATA D'USCITA: 23 FEBBRAIO 2021

AUTOCONLUSIVO

Categoria: Friends to lovers - Forbidden 
Narrazione: Prima Persona, doppio POV 
Finale: conclusivo

Lui era un artista. Lei era la sua musa.

Per tutti in città, Abel Adams era la progenie del diavolo, un ragazzo che non sarebbe mai dovuto nascere. Un mostro.
Per la dodicenne Evie Hart, era soltanto un ragazzo con capelli dorati, magliette morbide e una macchina fotografica. Un ragazzo che amava scattarle fotografie e portarle di nascosto cioccolatini, prima di cena. Un ragazzo che la faceva sentire speciale.
Nonostante gli avvertimenti della sua famiglia, Evie lo ha amato in segreto per sei anni. Si sono incontrati in aule vuote e si sono baciati nei ripostigli bui della chiesa.
Finché non hanno più potuto farlo.
Finché è giunto il momento di scegliere tra l’amore e la famiglia, ed Evie ha scelto Abel, perché il loro amore valeva quel rischio.
Il loro amore era leggendario.
Le leggende, però, raccontano di scelte, ma anche di errori. E per Abel ed Evie, l’artista e la musa, questi errori arriveranno sotto forma di luci, videocamere e sesso.
Esordisce in Italia Saffron A. Kent che dividerà sicuramente l’opinione delle lettrici che si avventureranno in questa lettura molto particolare. Abel e Evie si conoscono da ragazzi e vivranno un amore che li porterà a distruggersi prima di ricongiungersi. 


Evangeline Elisabeth Hart ha dodici anni quando incontra per la prima volta Abel Adams, tra i campi di granoturco di Prophetstown in Iowa.
È la società bigotta e ignorante della provincia americana che emerge, dove Dio può allontanare i mostri in nome della fede e della retta via. La leggenda di David Adams e Delilah Evans che narra di come due cugini di primo grado hanno osato innamorarsi e addirittura procreare è ancora vivida quando il figlio del peccato arriva per portare scompiglio nella piccola cittadina.
‘Perché è così facile per le persone odiare, ma non capire? Perché è così facile giudicare e trarre conclusioni, ma non prendersi un momento per ascoltare? Probabilmente perché hanno paura di accorgersi di quanto sono simili alle cose che odiano.’
Abel Adams alloggia nella casa a fianco agli Hart ed è una vera e continua tentazione per Evie a cui è proibito anche parlarci, di solo due anni più grande di lei ama la fotografia e disegnare di nascosto la sua nuova amica. Vestito sempre di nero con una croce al collo, in ricordo della madre ormai morta sembra non curarsi dell’emarginazione che un intero paese gli sta riservando ma l’amore ossessivo e l’attrazione per Evie maturati negli anni lo porteranno alla perdizione proprio insieme a lei.
«Quello è il nostro amore. È così enorme, così grande che non si può contenere. È divorante. Fa male, cazzo, amare così tanto, ma vuoi che quel dolore si insinui. Perché l’amore è così bello. Tu e io, non abbiamo altra scelta che soffrire, Pixie.»
Il libro è diviso in tre parti: il peccato, la caduta e la leggenda.
Sicuramente la prima parte è quella in cui mi sono innamorata dei due protagonisti e in cui ho fatto il tifo per loro, ho odiato la madre di Evie e la falsità di un mondo perbenista e ho sperato nella reazione del padre di Evie che avrebbe potuto fare la differenza.
La seconda parte è proprio quella che mi ha messa in crisi dove i protagonisti mi hanno delusa, dove tutto si offusca nel sesso più sfrenato e non posso dirvi di più perché già nella trama si parla di luci, videocamere e sesso. È la parte dove i demoni, i mostri la fanno da padrone e forse giudicare e non andare oltre è stata la mia debolezza.
La terza è un po’ la redenzione, l’assoluzione, è dove ho creduto di nuovo in loro e dove i miei pregiudizi sono caduti e hanno lasciato spazio all’appoggio incondizionato sia per Abel che per Evie, la sua Pixie.
Il libro è quasi tutto dal punto di vista di Evie ma per fortuna la parte finale, la leggenda come viene chiamata dall’autrice, ha la voce di Abel con tutto il suo tormento.
Gli eventi sono tanti e non voglio dilungarmi, sicuramente il simbolo del libro è la macchina fotografica di Abel che si troverà spesso a perdere per poi ritrovare e se lui è stato affascinante ma non sempre di facile comprensione, per Evie ho avuto un’empatia e un coinvolgimento molto più grande.
‘Un filosofo francese una volta ha detto che ogni uomo nasce tabula rasa. Nessuno è buono o cattivo, non finché non entra in contatto con altre persone. Solo allora, un uomo prende forma e diventa qualcosa, un mostro o un dio. Spesso, entrambi.’
La scrittura dell’autrice mi è piaciuta molto, emotivamente stimolante e con colpi di scena che ha saputo gestire sempre con grande enfasi e pathos, li ha chiamati big bang e sono tanti durante la narrazione.
Piccola curiosità, l’amica di una vita di Evie, Skylar ha un rapporto di amore odio per il bullo e il più benvisto bel paese, Duke, sono andata a verificare e l’autrice non ha ancora scritto di loro ma è nei suoi progetti, quella sì che sarebbe una storia che vorrei proprio leggere.
È un libro che va letto e va capito, se vi avventurerete dovrete farlo fino alla fine per dare un giudizio finale che per me è stato pienamente positivo.

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Copia omaggio fornita da Hope Edizioni in cambio di una recensione onesta.

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