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venerdì 2 febbraio 2018

EL DIABLO "Devil series" di M. ROBINSON


Svelata la cover italiana di El Diablo di M. Robinson. La scelta stavolta rimane invariata, infatti possiamo goderci anche nella nostra versione quegli occhi così glaciali e profondi...

Data d'uscita: 14 FEBBRAIO 2018

Titolo: EL DIABLO

Titolo originale: El Diablo
Serie: Devil #1
Autore: M. Robinson
Editore: Quixote Edizioni
Genere: Mafia Romance / Dark Romance
Prezzo: eBook €
Pagine: 

Devil series:
1. El Diablo 14/02/2018

Ero spietato.
Ero temuto.
Avevo sacrificato me stesso.
Lei.
Ogni cosa…
Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare.
È sempre stata una mia scelta.
Ogni decisione.
Ogni ordine.
Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza.
Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata…
Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti.

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ESTRATTO
Rimasi vicino alla porta incapace di muovermi, nascosto nell'ombra come avevo fatto per anni, senza che lei lo avesse mai saputo. Non riuscivo a distogliere gli occhi, ipnotizzato dalla sua grazia, dal modo in cui metteva cuore e anima mentre danzava. Non l'avevo mai vista così incredibilmente mozzafiato, il suo corpo così in sintonia con i suoi movimenti impeccabili.Come se stesse ballando solo per me.Come se fossimo le uniche due persone al mondo.Sentivo ogni movimento che lei interpretava senza sforzo. Un dipinto che prendeva vita. L'avevo vista ballare, prima, ma non in questo modo. Era così piena di vita, così felice nel suo elemento, così felice nel suo ambiente. La nuvola scura con cui le facevo ombra era sparita, liberandola dalla stretta che avevo avuto su di lei per tutti quegli anni. Mi appoggiai contro la porta, necessitando un supporto, sconfitto mentre la guardavo danzare come se la sua vita dipendesse da quello.Mi stava dicendo addio.Abbassai la testa, il cuore e la mente che si facevano la guerra. Volevo irrompere su quel palco e portarla via. Portala a casa con me e venerarla, mostrarle quanto cazzo fossi dispiaciuto, e che non l'avrei lasciata andare di nuovo.La canzone finì, la guardai un'ultima volta, memorizzando ogni cosa di lei.Tutto ciò che amavo.Feci un cenno a Leo, mi voltai e me ne andai.«Martinez!» urlò Leo, afferrandomi per un braccio. Fermandomi quando eravamo fuori dall'edificio. «Che cazzo stai facendo, amico? Vai a prenderla.»«No,» dissi semplicemente, guardandolo. Lei non era più mia.«Cosa intendi? È in pericolo, ecco perché siamo qui. Non hai ancora…»Mi girai a guardare il teatro, la mia espressione solenne fece bloccare Leo.Senza mai staccare gli occhi dall'edificio, chiesi: «Che cosa sai di me, Leo? Nessuno si mette contro di me. Ho passato tutta la vita a fare in modo che fosse così.» Feci una pausa per lasciare che assorbisse le mie parole. Poi rivelai: «Non è mai stata in pericolo. Me ne sono occupato io il giorno dopo.»E me ne andai.

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