Oggi su NAeD niente recensioni o nuove uscite 👀
Mi sono ritrovata a riflettere su qualcosa che riguarda il web, i contenuti online… e forse anche il futuro di tutti i siti che leggiamo ogni giorno.
È un articolo diverso dal solito.
Più personale. Più “off topic”.
Ma anche una riflessione che, secondo me, ci riguarda molto più di quanto immaginiamo.
Perché ultimamente ho iniziato a chiedermi una cosa:
"se il modo in cui troviamo le informazioni online sta cambiando così velocemente… cosa succederà a chi quei contenuti li crea?E soprattutto: qualcuno continuerà davvero a creare quei contenuti?"
Vi lascio l’articolo perché sono curiosissima di sapere cosa ne pensate 🤍
Le risposte dell’AI usano contenuti creati da blog, giornali e siti… ma sempre meno persone visitano davvero quelle fonti.
E allora chi continuerà a creare contenuti?
Oggi, leggendo un contenuto che affrontava proprio questo tema e vivendo ogni giorno, nel mio piccolo, il mondo del web e dei contenuti online, ho iniziato a pormi alcune domande. Domande vere. E anche piuttosto scomode.
Il mio è “solo” un blog letterario.
Un blog che parla soprattutto di romance e fantasy, che segnala nuove uscite, pubblica recensioni, presenta serie e autrici che amo e che, nel tempo, ha costruito una piccola community di persone con passioni simili alle mie.
Eppure oggi mi sono fermata a riflettere su una cosa molto semplice:
"Continuerò davvero a dedicare tempo, energie e idee a scrivere contenuti… se le persone non arriveranno più sul mio sito?"
Perché diciamolo chiaramente: creare contenuti richiede tempo.
Richiede ricerca, passione, attenzione, costanza. Anche un semplice articolo, una recensione o un post nascondono dietro ore di lavoro invisibile che spesso nessuno immagina nemmeno.
E allora mi sono chiesta:
se i motori di ricerca iniziano sempre più a trattenere gli utenti all’interno delle proprie piattaforme, mostrando direttamente risposte generate dall’intelligenza artificiale, che senso avrà continuare a scrivere contenuti originali per il web?
E no, non sto parlando di un futuro lontano.
Sta già succedendo.
Oggi sempre più persone cercano qualcosa su Google e leggono direttamente la risposta generata dall’AI senza aprire davvero i siti da cui quelle informazioni sono state prese.
Ed è qui che nasce la mia riflessione.
Perché quei contenuti da dove arrivano?
- Da blog.
- Da giornali.
- Da creator.
- Da recensioni.
- Da articoli scritti da persone reali che investono tempo, studio, esperienza e passione per creare contenuti originali.
E attenzione: questo non vuole essere un discorso “contro” l’intelligenza artificiale. Anzi.
L’AI può essere un aiuto enorme.Può velocizzare il lavoro, aiutare nella ricerca, organizzare informazioni, migliorare produttività e accessibilità. Io stessa la utilizzo come supporto in alcune attività. Sarei stupida a non farlo.
Non è l’intelligenza artificiale il problema.
Il problema è un sistema che utilizza contenuti umani senza continuare a sostenere chi quei contenuti li crea.
Perché il web, fino a oggi, ha funzionato come un ecosistema:
- qualcuno crea contenuti,
- qualcuno li distribuisce,
- qualcuno li legge,
e quel traffico sostiene chi continua a produrre valore.
Io, per esempio, non mi sono mai occupata davvero di SEO, algoritmi o strategie per “scalare” Google.
Mi sono sempre concentrata sui contenuti. Sulle recensioni, sulle presentazioni, sull’atmosfera, sulle emozioni da trasmettere.
E in cambio ho ricevuto visibilità, persone, confronto, una community.
Ma cosa succederà se quel traffico inizierà lentamente a sparire?
Se le persone smetteranno di entrare nei siti?
Se i contenuti verranno sintetizzati, consumati e “assorbiti” senza più riportare pubblico alle fonti originali?
Cosa succederà a chi quei contenuti li crea?
Ed è qui che nasce forse la domanda più importante di tutte.
Chi continuerà a scrivere?
Perché alla fine non si scrive per Google.
Si scrive per le persone.
Si scrive per le persone.
Si scrive per essere letti. Per condividere qualcosa. Per creare confronto, community, emozioni, idee.
E il rischio che vedo è proprio questo:
che il web inizi lentamente a consumare le persone che lo alimentano.
Perché senza blogger, senza siti, senza contenuti originali, senza opinioni…non c’è futuro per il web.
Il rischio reale non è che l’intelligenza artificiale sostituisca i creator.
Il rischio è che renda economicamente, professionalmente e umanamente impossibile continuare a esserlo.
Perché l’AI non vive esperienze umane.Non legge libri per emozionarsi.Non sviluppa davvero gusti personali, sensibilità o punti di vista autentici.
L’AI riorganizza, collega, sintetizza.
Ma qualcuno deve comunque creare il materiale da cui possa attingere.
E se il sistema smetterà di premiare chi crea contenuti originali, allora sì: il rischio non è semplicemente che il web cambi.
Il rischio è che, lentamente, inizi a implodere su sé stesso.
Naturalmente questa è soltanto una mia riflessione.
Un pensiero che volevo condividere con voi perché credo sia un argomento enorme, e sinceramente anche un po’ inquietante.

Trovo il tuo lavoro eccezionale, la cura e la passione che metti nel tuo blog nessuna intelligenza artificiale lo può dare. La tua riflessione è più che logica ma spero che i tuoi lettori continuino a seguire il tuo lavoro e la tua passione.. Io lo farò sicuramente 😉
RispondiEliminaGrazie, davvero Ile. ❤️
Eliminaleggere parole come le tue mi emoziona più di quanto immagini. Dietro il blog ci sono tante ore di lavoro, ma soprattutto tanta passione, e sapere che questo arriva dall'altra parte dello schermo è il regalo più bello.
Forse il web cambierà, forse cambieranno gli strumenti, ma voglio continuare a credere che il cuore che una persona mette in ciò che fa non potrà mai essere sostituito. E commenti come il tuo mi danno la voglia di continuare a crederci.
Grazie per il sostegno e per esserci. 🥰